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Come una batteria che si scarica rapidamente, la stanchezza cronica provoca una sensazione di debolezza subito dopo sforzi anche moderati. Chi ne soffre dispone di energie limitate e concentrarsi sulle attività quotidiane rappresenta una vera sfida. Per affrontare meglio questa condizione, il CBD (cannabidiolo) si presenta come uno spiraglio di luce. Ma funziona davvero? E come? Analizziamo insieme i suoi effetti sulla stanchezza cronica.

Come può il CBD aiutare a gestire la stanchezza cronica?

Il CBD è una molecola estratta dalla pianta di cannabis. Interagisce con i recettori del nostro sistema endocannabinoide (ECS), un sistema presente nel corpo che regola funzioni biologiche fondamentali come l'umore, il sonno, l'appetito e la risposta immunitaria.

La stanchezza cronica può derivare da uno squilibrio di diversi sistemi dell'organismo. Per questo motivo, chi ne è affetto presenta talvolta sintomi simili a quelli dell'influenza: una sensazione di debolezza, ma anche dolori articolari, emicranie e difficoltà di concentrazione.

Se il CBD ha un ruolo interessante da svolgere nella gestione della stanchezza cronica, è grazie ai suoi effetti multidimensionali su:

· I disturbi del sonno

Il CBD rappresenta un valido supporto per migliorare la qualità del sonno e dell'addormentamento, riducendo la frequenza di insonnia e risvegli notturni. Chi soffre di stanchezza cronica può restare sveglio per ore durante la notte, senza riuscire ad addormentarsi. Affrontare la stanchezza cronica passa anche da un sonno di qualità migliore. Notti rigeneranti sono la chiave per avere più energia durante la giornata e mantenere un livello di attività più elevato.

· I dolori

Diversi studi suggeriscono che il CBD agisca sui recettori della dopamina nel cervello, un neurotrasmettitore prodotto dall'organismo associato alla regolazione dell'umore, al piacere e alla ricompensa[1]. Il CBD interagisce inoltre con uno specifico recettore della serotonina[2] coinvolto nella modulazione del dolore. Gli vengono così attribuite proprietà analgesiche utili per accompagnare i dolori cronici.

· Lo stress e l'ansia

Utilizzato quotidianamente, il CBD aiuta a contrastare la stanchezza mentale e le tensioni, favorendo la concentrazione. Stress e ansia possono essere tra le cause della stanchezza cronica, poiché il corpo si trova costantemente in uno stato di tensione. Se lo stress persiste, una mancanza di energia si fa generalmente sentire.

· Il benessere generale

In caso di stanchezza cronica, l'omeostasi (il processo che garantisce la stabilità dell'ambiente interno dell'organismo) tende a essere squilibrata. Interagendo con i recettori del sistema endocannabinoide, il CBD contribuisce a mantenere l'omeostasi del corpo. Pur non essendo la soluzione definitiva contro la stanchezza cronica, rappresenta un alleato prezioso per migliorare il benessere complessivo e ritrovare più vitalità.

Quale CBD usare contro la stanchezza cronica?

Il CBD è una soluzione naturale, priva di effetti psicoattivi, per contrastare la mancanza di energia, sia lieve che più persistente. È disponibile in molte forme: fiori di CBD, resina di CBD, tisane o vaporizzatori. Il formato più apprezzato? L'olio di CBD, particolarmente pratico da usare: bastano poche gocce sotto la lingua. L'unica accortezza: scegliere un prodotto affidabile per beneficiarne appieno!

Da cb'dé, i nostri oli di CBD sono 100% naturali, di origine francese e senza THC, pensati per supportarti nelle piccole difficoltà quotidiane. Contengono CBD coltivato biologicamente in Bretagna e sono disponibili in diverse concentrazioni (dal 5% al 40%). Per trovare il dosaggio più adatto alle tue esigenze, usa il nostro calcolatore del dosaggio automatico.

Da sapere: i nostri oli di CBD sono analizzati da un laboratorio indipendente per garantirne la conformità normativa e una qualità impeccabile.

Fonti:

[1] Murillo-Rodríguez, E., Sarro-Ramírez, A., Sánchez, D., Mijangos-Moreno, S., Tejeda-Padrón, A., Poot-Aké, A., Guzmán, K., Pacheco-Pantoja, E., & Arias-Carrión, O. (2014). Potential effects of cannabidiol as a wake-promoting agent. Current neuropharmacology, 12(3), 269–272. https://doi.org/10.2174/1570159X11666131204235805